Donne nella Repubblica Democratica del Congo

Donne come tutte, con la voglia d’esser belle e un sogno d’amore in cuore.
Donne per la vita, che portano sulla schiena, fiere, i loro figli.
Donne che non mangiano per dar loro da mangiare.
Donne che si vestono a brandelli pur di mandarli a scuola.
Donne che occupate della vita credevano che la guerra fosse un affare d’uomini.
Donne trafitte dal kalashnikov mentre ancora si domandavano perché.
Donne violentate come un giardino calpestato.
Donne impietrite d’essere violentate davanti al marito, ai figli, ai suoceri.
Donne il cui sguardo non si leva più da terra.
Donne il cui grembo è diventato campo di guerra, devastato come le capanne in fiamme. Continua a leggere

Il popolo congolese non si rassegna

Siamo qui perché il popolo congolese non si rassegna a morire, come farebbe comodo a tanti. Non si rassegna a subire, come tanti vorrebbero. Non si rassegna a tacere, come tanti cercano di imporgli.
Tacere di che? Sopportare che cosa? Morire perché? Secondo i calcoli di International Rescue Committee, dal 1998 ad oggi sono otto milioni e quattrocentomila le persone che sono morte per la guerra nella Repubblica Democratica del Congo, particolarmente nella sua parte orientale.
Morte di uccisioni, morte di stenti nelle foreste o campi di rifugio, morte di mancanza di cure, morte di AIDS perché infettate da eserciti aggressori, morte anche prima di nascere per gli aborti causati dallo scoppio improvviso delle bombe. Migliaia di bambini sono orfani, cresciuti nel terrore, talora arruolati a forza, privati di scuola. Continua a leggere

Il coraggio delle mamme congolesi

Le nostre mamme sono audaci. Sono loro che portano avanti la vita del paese, insieme all’economia domestica. In Congo non ci sono stipendi. Il paese continua a sprofondare nella guerra. In questa situazione caotica sono le mamme che mandano avanti il paese con i loro lavori durissimi. Se qualcuno nega il coraggio delle mamme congolesi o è cieco o è in malafede. Continua a leggere