Persone speciali

Forse qualcuno avrà notato la comparsa della nuova categoria Persone. Qui ho raccolto scritti di o su alcune persone speciali che ho avuto il privilegio di conoscere a Bukavu: Mathilde, che mi ha invitato; Maria, che mi ha accolto in casa sua; Honoré, con cui ho condiviso l’ufficio; il dr. Mukwege, che ho incontrato tre o quattro volte.
All’appello mancano ancora molti altri (ad esempio Natalina, che da italiana mi ha aiutato ad ambientarmi al mio arrivo), ma rimedierò quanto prima.

Mi impressiona particolarmente l’intervento di Mathilde al Congresso degli Stati Uniti: a distanza di 8 anni la situazione in Kivu non è cambiata e il discorso potrebbe essere ripetuto senza cambiare una virgola.

Mzungu, guarda le strade congolesi!

Con Mathilde ed Yves abbiamo fatto visita a padre Franco a Panzi; avevamo cercato già altre volte di incontrarci ma lo stato pietoso della strada aveva impedito a padre Franco di raggiungere la città. Mathilde ha così proposto di recarci noi da lui e padre Franco ha convenuto che la domenica è il giorno migliore perché ci sono meno camion in circolazione.
La strada per Panzi è una delle più trafficate e più brutte della regione, nonostante si parli di una cittadina del circondario di Bukavu (tra l’altro sede dell’ospedale di riferimento per la cura delle donne vittime di violenza, ma questa è un’altra storia), non di un villaggio sperduto nella foresta. La strada è molto pendente, non asfaltata e terribilmente stretta (a malapena passano due auto affiancate), e quando piove si trasforma in un fiume di fango: basta che un veicolo scivoli o abbia delle difficoltà e si formano degli ingorghi spaventosi, lunghi parecchi chilometri e che durano per ore. Continua a leggere→

Fuori luogo

Oggi Mathilde mi ha portato con sé per assistere ad un suo intervento di sensibilizzazione in una scuola di Cimpunda, in occasione del mese della donna.
È stata un’esperienza notevole nonostante all’inizio mi sentissi decisamente fuori luogo, bianco e maschio in una sala stracolma di più di 700 di ragazzine che discutono dei problemi delle donne congolesi.
Certo lavorando presso un centro di promozione femminile avrei dovuto aspettarmelo, e probabilmente dovrò farci l’abitudine. Continua a leggere→

Dilaniando il ventre del Congo

Da United Press International

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WASHINGTON — Fare da interprete in un altro linguaggio ti prosciuga emotivamente. Come interprete temo di perdere le sfumature, distorcere il messaggio e tradire sia l’oratore che il pubblico. Negli anni ho sentito le mie sessioni di interpretariato come esperienze extracorporee, che richiedono tutte le mie facoltà. Spesso ricordo poco degli scambi, come se non avessi partecipato.

Tuttavia mai prima d’ora ero stato eviscerato come quando ho accompagnato Mathilde Muhindo Mwamini a Washington D.C. nel suo viaggio di sensibilizzazione a favore delle sopravvissute agli stupri di massa del Congo. Continua a leggere→